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Si può essere allergici alla frutta?

Ne parliamo con la dott.ssa Virginia Bicchiega, medico biochimico nutrizionista dell’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo.

Che cos’è il fruttosio e in quali alimenti è contenuto?
Il fruttosio è uno zucchero contenuto principalmente nella frutta (da cui il nome) e in alcuni ortaggi. Viene oggi utilizzato dall’industria alimentare anche come conservante - per esempio nelle farine - e come dolcificante in numerosi preparati. Anche il latte e lo yogurt possono contenere fruttosio!

È possibile essere allergici al fruttosio?
La cosiddetta allergia al fruttosio è in realtà un’intolleranza enzimatica simile a quella del lattosio, causata dalla mancanza nell’organismo dell’enzima fruttosio 1 - fosfatoaldolasi B indispensabile per la demolizione delle molecole di fruttosio.

Come si diagnostica l’intolleranza al fruttosio?
L’intolleranza al fruttosio è poco diffusa, ha origine ereditaria di tipo genetico, ma non esiste un test specifico per identificarla: si procede per esclusione, attraverso l’osservazione dei sintomi.

Quali sono i sintomi?
Il sintomo principale è legato a disturbi intestinali come dolore, gonfiore, vomito e diarrea ricorrente.

Quali sono le conseguenze?
Senza l’enzima preposto alla demolizione della molecola, il fruttosio si accumula nelle cellule del fegato, dei tubuli renali e dell’intestino tenue e può causare danni ai tessuti e alterazioni di numerosi parametri del sangue e delle urine. I sintomi possono insorgere già nella prima infanzia, o anche presentarsi in età adulta, a seconda che si tratti di una carenza o assenza totale dell’enzima.

Cosa bisogna fare se si scopre di essere intolleranti al fruttosio?
È necessario che chi soffre di intolleranza al fruttosio escluda dalla sua dieta tutti gli alimenti che contengono questo zucchero. In questo caso, qualora l’esclusione di frutta e verdura portasse a carenze vitaminiche o di fibre, il medico potrebbe consigliare delle integrazioni per compensarle.

Si può fare qualche eccezione ogni tanto?
Non trattandosi di un’allergia, in alcuni casi e su suggerimento del medico è concesso consumare alimenti che contengono fruttosio due volte alla settimana, sempre che i sintomi siano gestibili.
In genere, comunque, vanno eliminati dalla dieta tutti i tipi di frutta, e i preparati che in etichetta riportano tra gli ingredienti il fruttosio.

Virginia Bicchiega è medico biochimico nutrizionista, ricercatrice del laboratorio Sperimentale di ricerche nutrizionali endocrino-metaboliche dell’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo e docente di Scienze e tecniche dietetiche in nutrizione umana I presso la Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione dell’Università degli Studi di Torino.

(16 December 2016)