Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookies.
Accetto
  • Giornata del Fiocchetto Lilla contro i DCA
    La testimonianza di una nostra paziente
    Approfondisci
  • MEDA
    AUXOLOGICO PARTECIPA AL PRESIDIO SANITARIO TERRITORIALE
    Approfondisci
  • SCOPERTO NUOVO GENE
    Gene responsabile della morte improvvisa nei giovani sportivi
    Approfondisci



Mio figlio non mangia abbastanza?

La dottoressa Nicoletta Polli, responsabile del Centro Disturbi del Comportamento Alimentare dell'Ospedale San Luca, in un'intervista a Come Stai parla dell’alimentazione dei bambini.

Se vi sembra che vostro figlio non mangi abbastanza o fatichi a prendere peso, non vi allarmate. Spesso ci sono spiegazioni valide che non hanno a che vedere con disturbi dell’alimentazione.

La magrezza può ad esempio dipendere dalla costituzione del bambino. Alcuni mangiano poco, ma questo gli basta per crescere correttamente. Altre volte il calo dell’appetito può dipendere da periodi di stress, quindi transitori, nei quali i bambini esprimono il loro disagio mangiando meno del solito e passato questo momento riprendono ad alimentarsi regolarmente.

Certi bambini sono invece, semplicemente, selettivi: sembra che si nutrano poco perché assumono solo determinati cibi. In questo caso, è presente il rischio che la dieta non sia sufficientemente varia, ma non va cambiata per non correre il rischio che il bambino smetta di mangiare a sufficienza.
Bisogna invece stuzzicarlo con piccole e nuove proposte, per educarlo ad apprezzare sapori nuovi.

Ci sono anche bambini che mangiano volentieri in compagnia, per esempio a scuola. Altri fanno merende troppo sostanziose e tornano a casa già sazi o quasi: questo può dare ai genitori l’impressione che il bambino non mangi abbastanza.

MA COME FARE PER ACCERTARSI CHE IL FABBISOGNO SIA ADEGUATO?

Se il bambino cresce d'altezza regolarmente, svolge senza fatica le attività quotidiane, pratica sport e si relaziona senza difficoltà con gli amici, non c'è motivo di intervenire né forzandolo né tantomeno costringendolo a mangiare controvoglia.

COME POSSO INSEGNARE A MIO FIGLIO A MANGIARE NEL MODO GIUSTO?

Quella alimentare fa a tutti gli effetti parte dell’educazione di un bambino, e il segreto è lavorare sulle abitudini: il momento del pasto deve essere un momento piacevole per il bambino e se possibile conviviale.
Eventuali tensioni e ansie legate proprio al fatto che il bambino mangia poco hanno l’effetto opposto a quello desiderato, e perciò devono essere eliminate. I piatti dovrebbero essere invitanti, con ingredienti a lui graditi.
Se il bambino mangia volentieri in compagnia, perché non provare a invitare con regolarità qualche amico?

QUANDO NON MANGIARE DIVENTA UNA PATOLOGIA

Sono sempre più frequenti i disturbi alimentari anche prima dell'adolescenza.
Bisogna quindi stare molto attenti ai cambiamenti e cogliere i segnali, in particolare:


  • se il proprio figlio comincia ad eliminare alcuni cibi che prima mangiava regolarmente;
  • se evita situazioni di convivialità a tavola;
  • se mangia in modo eccessivamente lento;
  • se fa commenti negativi sul suo aspetto fisico.

Si può trattare di una fase, ma se questi comportamenti durano nel tempo è bene parlarne con il pediatra ed eventualmente con uno psicologo esperto di disturbi alimentari.
 
 

(20 March 2017)