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Risonanza Magnetica Cardiaca



Articolo a cura della d.ssa Miriam Revera (U.O. Cardiologia, Ospedale San Luca), della d.ssa Silvia Castelletti (Ambulatorio Cardiomiopatie Ereditarie) e del dott Franco Cernigliaro (Referente U.O. Radiologia Ospedale San Luca).

La risonanza magnetica (RM) cardiaca è un  esame diagnostico strumentale  di terzo livello che utilizza campi elettromagnetici e onde di radiofrequenza non dannosi per la salute.

Permette di studiare in modo approfondito il cuore e dare una risposta precisa circa la sua funzionalità (sia per quanto riguarda il ventricolo sinistro che destro) e la presenza di alterazioni della struttura del muscolo cardiaco o del pericardio.  Questo esame viene quasi sempre eseguito senza e con mezzo di contrasto perché il contrasto permette di  valutare la presenza di cicatrici.

Per la sua esecuzione e interpretazione è necessaria la presenza di un tecnico radiologo, un medico radiologo  e un cardiologo, tutti con competenze specifiche.
L’esame dura circa 45-60 minuti.

A cosa serve ?
La risonanza magnetica cardiaca viene solitamente richiesta,


  • per valutare malformazioni e masse cardiache,
  • per studiare alcune forme di aritmie e diverse cardiomiopatie (sia primitive, sia secondarie),
  • per valutare la fibrosi cardiaca dopo un infarto del miocardio,
  • per diagnosticare malattie del pericardio e dell’aorta,
  • in misura minore, per lo studio dell’apparato valvolare cardiaco.
Preparazione del paziente alla risonanza magnetica cardiaca
La risonanza magnetica cardiaca non si differenzia, in fase di esecuzione, da una risonanza magnetica tradizionale ma richiede una maggior collaborazione da parte del paziente perché le sequenze vengono acquisite durante apnee di breve durata (il paziente deve trattenere il fiato per circa 10-20 secondi).

 Dal momento che l’esame prevede anche l’utilizzo di un mezzo di contrasto (a base di gadolinio), potenzialmente tossico in caso di grave insufficienza renale, è necessario che il paziente fornisca preliminarmente gli esami di funzionalità renale (creatinina).

Controindicazioni della risonanza magnetica cardiaca
Le controindicazioni sono quelle usuali per i pazienti da sottoporre a risonanza magnetica:

  • Pacemakers, defibrillatori impiantabili, neurostimolatori e clips metalliche cerebrali o dispositivi oculari costituiscono, al momento, controindicazioni assolute ad una  RM. 
  • Stent coronarici non rappresentano una controindicazione all’esecuzione della RM.
  • Nei pazienti con claustrofobia vera e severa (disturbo fobico caratterizzato da paura per gli spazi chiusi) l’esame è controindicato. In casi più lievi, è sufficiente una blanda sedazione per controllare i sintomi.  
  • Uno stato di gravidanza non costituisce una controindicazione assoluta all’esecuzione di una  RM. Tuttavia, gli effetti sul feto dei forti campi magnetici impiegati non sono ben conosciuti e un esame RM dovrebbe essere eseguito solo in casi di estrema necessità.



(2016-06-01 12:11:10)