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Interferenti endocrini



Cosa sono gli interferenti endocrini? In che modo influenzano la nostra quotidianità e come interferiscono con la nostra salute?
Ce ne parla il Prof. Cavagnini, Direttore del Laboratorio di Ricerche in Neuroendocrinologia presso l'Istituto Auxologico Italiano IRCCS


COSA SONO GLI INTERFERENTI ENDOCRINI?
Gli interferenti endocrini - o endocrine disruptors - sono sostanze esterne all’organismo che venendo in contatto con esso influenzano il funzionamento del sistema endocrino, con conseguenze sulla salute del paziente, dei suoi figli e addirittura di una popolazione.
Gli interferenti endocrini possono essere  molecole di sostanze artificiali oppure presenti in natura, che introdotte nell’organismo in quantità eccessive danneggiano il sistema endocrino.

Occorre tenere presente che questa definizione comprende solo una parte di tutti gli inquinanti, quelli che colpiscono il sistema endocrino; ma ne esistono altri ugualmente pericolosi che danneggiano l’organismo in altro modo. Si tratta di una conseguenza dell’inquinamento del nostro pianeta.
Attualmente sono in corso numerosi studi per calcolare la tossicità dei singoli interferenti in rapporto alle dosi, stabilirne la soglia di tollerabilità e la velocità con cui si accumulano nell’organismo. Si stanno effettuando anche importanti studi per determinare l’effetto dell’interazione tra più tipi di interferenti endocrini, che sono centinaia. 

DOVE SI TROVANO GLI INTERFERENTI ENDOCRINI?
Gli interferenti endocrini sono dappertuttonell’aria - alcuni elementi dispersi dall’inquinamento atmosferico sono interferenti endocrini, soprattutto i metalli pesanti - nell’acquanel suolo, quindi nei prodotti del suolo. Basti pensare che l’acqua, prima di giungere al depuratore, da test effettuati è risultata contaminata da grandi quantità di farmaci e sostanze, che il depuratore dovrà eliminare, molte delle quali sono interferenti endocrini.

Sono nei cibi, nella catena alimentare, sono negli strumenti che utilizziamo per cucinare, per vivere.
Si pensi al pesce: il Pacifico è l’oceano più inquinato del mondo; dall’acqua gli agenti patogeni passano al pesce, si accumulano per lo più nel tessuto adiposo e lì restano. Il risultato è che il pesce del Pacifico rischia di essere fortemente inquinato, anche da interferenti endocrini. Alcuni pesticidi contengono sostanze che interferiscono col sistema endocrino, e che si depositano su frutta e verdura.

Molti interferenti endocrini artificiali poi si trovano nei tessuti idrorepellenti che indossiamo, oppure nelle schiume - per esempio dei materassi - o nei ritardanti di fiamma, presenti ad esempio in tutti gli strumenti elettronici.

Si trovano in quantità importanti nelle plastiche: le bottiglie di plastica stesse, se riutilizzate troppe volte, possono rilasciare molecole che sono interferenti endocrini. Così pure i biberon di prima generazione scaldati, ad esempio, a contatto col latte bollente. Anche la pellicola trasparente con cui si è soliti avvolgere gli alimenti per conservarli, può rilasciare sostanze che vengono assorbite dai grassi degli alimenti stessi.
Oggi l’Unione Europea cerca di certificare i prodotti plastici che sono più sicuri; bisogna quindi fare attenzione a ciò che si acquista.

COME ENTRANO IN CONTATTO CON IL NOSTRO ORGANISMO?
Veniamo in contatto con gli interferenti endocrini ingerendoli, respirandoli o semplicemente toccandoli.
Ci sono categorie di interferenti non persistenti, che l’organismo smaltisce fisiologicamente, e altre come la diossina che sono invece persistenti e si accumulano nell’organismo, soprattutto nel grasso. Bisogna quindi tenere presente la catena di trasmissione di questi inquinanti dall’ambiente agli organismi che vivono in quell’ambiente - animali, piante - e che a loro volta vengono consumati dall’uomo.

CHE EFFETTI HANNO SUL NOSTRO ORGANISMO?
Il sistema endocrino è molto vasto e gli interferenti endocrini incidono soprattutto su certe funzioni, vediamo di seguito quali:
·         la funzione tiroidea, che gli interferenti endocrini tendono a inibire, causando ipotiroidismo e anche gozzo;
·         altro grande effetto notevolmente studiato è quello sul sistema riproduttivo maschile e femminile. Molti interferenti vanno a legarsi ai ricettori per gli estrogeni, producendo un effetto simil-estrogenico.
Sul maschio alcuni hanno ad esempio l’effetto di compromettere la fertilità, riducendo il numero e la motilità degli spermatozoi. È stata anche osservata la possibilità che provochino criptorchidismo e ipospadia alla nascita in alcuni set di popolazioni interessate da consumo di particolari interferenti endocrini;
nella donna possono provocare aborti ripetuti, policistosi ovarica ed endometriosi. Alcuni di questi interferenti, ove cercati, sono stati trovati in quantità variabile anche nel latte materno;
·         gli interferenti endocrini incidono, deviandolo, anche sul sistema metabolico, con iter complessi che favoriscono obesità, diabete e dislipidemia, cioè sindrome metabolica.
·         gli interferenti endocrini influenzano lo sviluppo del sistema nervoso centrale; quindi, in gravidanza, possono causare effetti neurologici e addirittura cognitivo-comportamentali nella prole;
·         queste sostanza interferiscono anche col sistema immunitario, alterandolo, con conseguenza  di maggior incidenza di malattie autoimmuni, dalle più lievi - intolleranze e allergie - fino alle più gravi;
·         da ultimo, possono svolgere effetti teratogeni promuovendo lo sviluppo di neoplasie (tumori).

È importante ricordare che ci sono momenti della vita di particolare sensibilità, da guardare con attenzione, quali le fasi di crescita e la gravidanza: i bambini sono molto sensibili a queste sostanze.

COME PROTEGGERSI?
Considerando la quantità e la diffusione di queste sostanze, è impossibile evitare di venirne a contatto. Ci sono però alcuni accorgimenti nella vita quotidiana che possono aiutarci:
·         molto di quanto detto finora riguarda in particolare i cibi. Occorre dunque tenerne conto in fase di preparazione, valutando ad esempio l’effetto interferente dei fumi rilasciati (non tanto vapori, quanto quelli ad esempio della griglia) e aerare bene i locali; evitando la carbonizzazione dei cibi; preferendo la cottura alla griglia a quella sulla piastra, perché lascia che il grasso dove si immagazzinano gli interferenti coli via; cucinando il pesce, bisognerebbe cercare di togliere tutto il grasso e non riutilizzare l’acqua di cottura che ha assorbito gli interferenti;
·         è importante anche scegliere prodotti di qualità: in molti paesi gli animali vengono allevati con una crescita forzata, muscolare e adiposa, un uso improprio di antibiotici, estrogeni e ormoni della crescita, che si depositano nel grasso;
·         lavare bene frutta e verdura prima di consumarle;
·         per quanto riguarda l’alimentazione, poiché non è possibile eliminare cibi contenenti interferenti (ricordiamo alcuni sono presenti in natura, per di più in alimenti molto importanti come ad esempio nei broccoli, nelle rape e nei cavolfiori) vale in questo caso più ce mai il rimedio dei nostri nonni: mangiare di tutto un po’ e senza esagerare;
·         è buona abitudine fare un uso cauto delle pellicole a uso alimentare e cercare quelle approvate e certificate; prestare attenzione anon esporre la plastica ad alte temperature e non riutilizzare plastiche usurate; non usare padelle antiaderenti quando il rivestimento è logorato o scalfito;
·         se si vive in città molto inquinate, è consigliabile l’uso di protezioni adeguate per le vie respiratorie;
In generale, il suggerimento dell’Unione Europea è infine quello di usare buon senso e prudenza quando possibile.
 



(2017-03-01 11:56:13)