Il ruolo della riabilitazione cardiaca
La riabilitazione cardiaca è un intervento clinico fondamentale per migliorare la prognosi nei pazienti con scompenso cardiaco e cardiopatia ischemica. Studi scientifici dimostrano che i benefici della CR vanno oltre il semplice miglioramento della capacità di esercizio, coinvolgendo anche meccanismi epigenetici che regolano l’espressione genica senza alterare il DNA.
Uno studio pubblicato dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC), dal titolo:
🔬 “Epigenetic mechanisms underlying the beneficial effects of cardiac rehabilitation”,
ha approfondito questi processi biologici, evidenziando il ruolo chiave di specifici RNA non codificanti (miRNA e lncRNA) e modificazioni epigenetiche nella risposta alla riabilitazione cardiaca.
Tra gli autori dello studio figura la dottoressa Silvia Castelletti, ricercatrice di Auxologico, che ha contribuito all’analisi dei biomarcatori epigenetici modulati dall’esercizio fisico.
Riabilitazione cardiaca ed epigenetica: come l’esercizio modifica il cuore
La CR non solo migliora la capacità aerobica e la gestione dei fattori di rischio cardiovascolare, ma agisce anche a livello molecolare attraverso:
✔️ Regolazione degli RNA non codificanti:
- I microRNA (miRNA) e i long non-coding RNA (lncRNA) influenzano i processi di rigenerazione cardiaca, riduzione dell’infiammazione e adattamento strutturale del cuore.
- Esempio: l’esercizio fisico aumenta i livelli di miR-222, favorendo la proliferazione dei cardiomiociti e migliorando la funzione cardiaca dopo un infarto.
✔️ Modificazioni della cromatina:
- L’acetilazione degli istoni facilita la trascrizione di geni protettivi per il cuore.
- La metilazione del DNA può ridurre l’attivazione di geni pro-infiammatori e pro-apoptotici.
✔️ RNA editing:
- La regolazione post-trascrizionale di specifici RNA influenza la plasticità cellulare e la risposta del cuore allo stress.
Il contributo di Auxologico e della dottoressa Castelletti
La dottoressa Castelletti di Auxologico ha avuto un ruolo centrale nello studio, contribuendo alla valutazione dei biomarcatori epigenetici nei pazienti sottoposti a riabilitazione cardiaca. La ricerca ha identificato:
- RNA non codificanti come possibili biomarcatori della risposta alla CR.
- Nuove prospettive terapeutiche basate sulla modulazione epigenetica.
- Approcci personalizzati per ottimizzare i benefici della CR in base al profilo molecolare del paziente.
Implicazioni cliniche: verso una riabilitazione cardiaca personalizzata
Lo studio conferma che:
📌 L’esercizio fisico non è solo un mezzo per migliorare la capacità aerobica, ma una vera e propria terapia epigenetica.
📌 Identificare biomarcatori epigenetici consente di personalizzare la riabilitazione cardiaca, migliorando i risultati clinici.
📌 L’uso di farmaci che mimano gli effetti epigenetici dell’esercizio potrebbe aprire nuove strade nella cura delle patologie cardiovascolari.
I risultati in sintesi
Grazie al contributo di Auxologico e della dottoressa Castelletti, lo studio della Società Italiana di Cardiologia ha dimostrato che la riabilitazione cardiaca non agisce solo sui sintomi, ma anche a livello molecolare ed epigenetico.
Queste scoperte potrebbero rivoluzionare il modo in cui viene personalizzata la terapia per lo scompenso cardiaco e altre patologie cardiovascolari, con potenziali applicazioni nella medicina di precisione.