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Riabilitazione: una sfida per Europa, Italia e Romania

Pubblicato il 01/04/2025

In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Romanian Journal of Medical Rehabilitation, Mario Colombo, Presidente di Auxologico, analizza lo stato della riabilitazione in Europa e in Italia. Dati aggiornati, criticità strutturali e strategie di intervento delineano un quadro chiaro: serve un’azione sistemica per garantire accesso equo alle cure e migliorare la qualità della vita di milioni di persone.

È stato pubblicato sulla rivista internazionale "Romanian Journal of Medical Rehabilitation, Physical Medicine and Balneoclimatology" un contributo del Presidente di Auxologico, Mario Colombo, dedicato all’importanza della riabilitazione medica nel contesto europeo, con particolare attenzione alla situazione italiana.

L’articolo nasce in occasione dei 100 anni dell’Institutul Național de Recuperare, Medicină Fizică și Balneologie (INRMFB) in Romania, ed evidenzia i principali ostacoli e prospettive nel campo della riabilitazione sanitaria, facendo leva su dati aggiornati e su una visione strategica di respiro europeo.

Un bisogno crescente in Europa e in Italia

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre 394 milioni di persone in Europa (oltre il 40% della popolazione) hanno una condizione di salute che richiede trattamenti riabilitativi. La situazione è particolarmente significativa anche in Italia, dove circa 27 milioni di cittadini, pari al 44,9% della popolazione, hanno bisogno di cure riabilitative.

Le principali patologie che generano questo bisogno sono:

  • Disturbi muscoloscheletrici;
  • Deficit sensoriali;
  • Patologie neurologiche;
  • Malattie respiratorie.

Un quadro simile emerge in Romania, dove quasi il 48% della popolazione è nelle stesse condizioni, con un’incidenza ancora maggiore dei problemi muscoloscheletrici.


Le cause strutturali della richiesta di riabilitazione

Il bisogno crescente di servizi riabilitativi è legato a numerosi fattori strutturali:

  • Invecchiamento della popolazione: in Europa, la quota di over 60 crescerà dal 23,9% nel 2015 al 34,2% nel 2050;
     
  • Aumento delle patologie croniche;
     
  • Scarsa consapevolezza dei benefici della riabilitazione;
     
  • Carenza di professionisti sanitari;
     
  • Concentrazione dei servizi nelle aree urbane, con esclusione delle zone rurali;
     
  • Debole integrazione della riabilitazione nell’assistenza primaria.

Il Dott. Colombo evidenzia inoltre che emergenze globali, conflitti, migrazioni e nuove forme di trauma contribuiscono a rendere questo bisogno sempre più pressante.


La riabilitazione come investimento etico ed economico

Nel testo viene sottolineato come la riabilitazione non sia solo un obbligo clinico e deontologico, ma anche un vero e proprio dovere etico, essenziale per restituire dignità e qualità della vita alle persone.

Dal punto di vista economico, la riabilitazione rappresenta un vantaggio concreto per i sistemi sanitari, in quanto:

  • Riduce i tempi di ospedalizzazione;
     
  • Limita le complicanze;
     
  • Favorisce il ritorno alla vita lavorativa e sociale;
     
  • Abbassa i costi sanitari a lungo termine.

Lo stato della riabilitazione in Italia

Nonostante i progressi, l’Italia presenta ancora diverse criticità:

  • Trattamento adeguato e valutazione dei risultati: nel 2023 è stata introdotta la Rehabilitation Complexity Scale – Extended (RCS-E), una scala di valutazione che consente di misurare la complessità dei pazienti e monitorare gli esiti riabilitativi;
     
  • Disponibilità di posti letto: solo sei regioni italiane raggiungono lo standard nazionale per i posti letto riabilitativi (0,6 ogni 1000 abitanti). I letti dedicati alla riabilitazione rappresentano l’11,3% del totale;
     
  • Cura territoriale e continuità assistenziale: la riabilitazione extra-ospedaliera è cresciuta, ma resta insufficiente a garantire la presa in carico continua del paziente;
     
  • Professionisti della riabilitazione: l’Italia soffre una carenza di medici e terapisti: nel 2021 c’erano solo 41 medici ogni 10.000 abitanti, contro i 46 della Spagna. La tendenza attuale fa temere una crisi futura nel reclutamento di personale specializzato;
     
  • Ruolo crescente del privato: Il 75,7% dei posti letto riabilitativi in Italia è in strutture private accreditate, segno di una crescente incidenza della spesa sanitaria privata, che nel 2022 ha toccato i 41,5 miliardi di euro.

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Auxologico: presenza in Romania e impegno nella riabilitazione

Il ruolo di Auxologico viene richiamato da Colombo come esempio virtuoso di integrazione tra cura, ricerca e formazione.

In Romania, Auxologico è presente con due strutture strategiche:

  • CardioRec (Corbeanca): centro specialistico per la prevenzione e riabilitazione cardiovascolare, nato nel 2012 e oggi parte integrante della rete Auxologico;
     
  • Auxologico President (Baile-Felix): struttura neuro-riabilitativa moderna, dotata di 4 piscine termali terapeutiche uniche nel loro genere, gestita in collaborazione con l’Università di Oradea e l’Università degli Studi di Milano.

In Italia, Auxologico è attivo in diverse sedi con percorsi riabilitativi personalizzati:

L’approccio si basa su equipe multidisciplinari, tecnologie d’avanguardia come la realtà virtuale immersiva, e programmi costruiti secondo le linee guida internazionali. L’obiettivo è non solo il recupero della funzione, ma il pieno reinserimento nella vita sociale e l’autonomia personale.

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